Finalmente eravamo in grado di definirci "complesso musicale" e di emulare i gruppi già attivi a Spoleto (I Noi, The Apaches, Gli Alogeni) i cui componenti avevano qualche anno più di noi e molta esperienza.
Assistendo alle loro prove, che erano aperte a tutti gli amici, abbiamo "respirato l'atmosfera" dell'epoca ed abbiamo imparato a poco a poco "il mestiere" di musicista. I loro "fondi" (così chiamavamo le cantine utilizzate per le prove) hanno rappresentato un importante punto d'incontro e di socializzazione e al loro interno sono avvenuti moltissimi episodi di vita spicciola, più o meno divertenti.
I mesi passavano, il repertorio si allungava, conoscevamo nuovi amici, approfondivamo vecchie conoscenze: la porta del fondo in cui si svolgevano le prove era aperta e c'era chi entrava e chi usciva, chi assisteva attonito, chi tamburellava con le mani, chi fumava o beveva. Spesso, stufi tutti del fondo, uscivamo e ci trasferivamo ai "giardini pubblici" o in altre aree a noi congeniali.
Anche il nome del complesso è stato un problema. Avevamo molti nomi nel paniere, alcuni attinti dalle nostre nozioni scolastiche. Poiché non riuscivamo a decidere, ricordo che facemmo un sondaggio chiedendo ai passanti di esprimere una preferenza fra i nomi che sottoponevamo al loro giudizio. Alla fine scegliemmo il nome più votato: I LOTOFAGI.
Luigi Frigeri